ANNO MISERICORDIA INTERVISTA AL PAPA
14 Dicembre 2015L’APERTURA DELLA PORTA SANTA IN DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE
14 Dicembre 2015Racconti natalizi- il senso del dono
alcuni racconti per riflettere
perchè fare tanti doni tra di noi senza diventare dono?
forse mentre pensiamo che doniamo, siamo noi quelli che ricevono
cerchiamo il meglio e non riempiamoci di contenitori vuoti
TRASFORMARCI IN DONO A Natale si usa fare dei doni. Montagne di regali, quintali di carta elegante, chilometri di filo dorato, biglietti di auguri grossi come lenzuoli.
Crediamo di sdebitarci così verso le persone cui dobbiamo riconoscenza.
Ma è troppo facile, troppo comodo.
Come cristiani abbiamo il dovere, non di fare dei doni, ma di trasformarci in dono. Far sì che la nostra vita sia un dono senza riserve. Per tutti.
don Alessandro Pronzato “Vangeli scomodi”
DONO di NATALE
… a Berna un giorno un’anziana signora sosta nel turbinio degli acquisti natalizi . . . .In un centro commerciale di Berna, un’anziana signora, dopo due ore passate a cercare regali per i nipotini, ormai stanca decide di fermarsi a pranzare alla Migros, una catena di ristoranti self-service. Decide di mangiare un bel minestrone di verdura. Prende un vassoio, riempie il piatto di minestrone, va alla cassa a pagare e prende posto ad un tavolo vuoto. Si siede, ma al momento di mangiare si accorge di non aver preso il cucchiaio. Si alza, va al banco, prende un cucchiaio e ritorna al suo tavolo, ma… lì seduto vede un giovane africano che sta mangiando il suo minestrone! Sul momento la signora s’indigna e vorrebbe dirgli di tutto, ma poi pensa che, certamente, il ragazzo l’ha fatto per fame. Passata la rabbia, decide di sedersi di fronte a lui e, senza dirgli nulla, incomincia a mangiare anche lei il minestrone. Il ragazzo africano la guarda stupito, ma lei gli sorride, lui le sorride e . . .e: un cucchiaio da una parte, un cucchiaio dall’altra . . .Finito il minestrone il ragazzo si alza, va al banco dei primi piatti, prende un piatto di tagliatelle, prende due forchette e torna al tavolo. Dà una forchetta alla vecchia signora, si siede davanti a lei e incominciano a mangiare la pasta, sorridendo: una forchettata lei, una forchettata lui…Terminate le tagliatelle il ragazzo africano si alza, fa un sorriso alla signora e se ne va . La signora, contenta per aver fatto un’opera buona, si gira sorridendo, per salutarlo e…. ad un tavolo vicino, dietro di lei, vede un vassoio con sopra un piatto di minestrone…Il suo piatto!!! Forse alla fine la signora avrà riflettuto: chi veramente ha fatto un dono, e . .a chi? Era uscita per comprare regali, ma tornava a casa con l’impressione di avere ricevuto lei qualcosa di speciale.. e, almeno per il fatto che si era in periodo natalizio, può aver intuito . . .
Chi sta all’origine di questo tipo di doni, il dono di saper donare con semplicità,di vedere gli altri con sguardo limpido…
’Unico che sa realmente donare: donando la sua vita per noi, r i n n o v a la nostra.
PACCHI REGALI MA NON C’E’NIENTE DENTRO
Il postino suonò due volte. Mancavano cinque giorni a Natale. Aveva fra le braccia un grosso pacco avvolto in carta preziosamente disegnata e legato con nastri dorati.
«Avanti», disse una voce dall’interno.
Il postino entrò. Era una casa malandata: si trovò in una stanza piena d’.ombre e di polvere. Seduto in una poltrona c’era un vecchio.
«Guardi che stupendo paccone di Natale!» disse allegramente il postino.
«Grazie. Lo metta pure per terra», disse il vecchio con la voce più triste che mai.
Il postino rimase imbambolato con il grosso pacco in mano. Intuiva benissimo che il pacco era pieno di cose buone e quel vecchio non aveva certo l’aria di spassarsela bene. Allora, perché era così triste?
«Ma, signore, non dovrebbe fare un po’ di festa a questo magnifico regalo?».
«Non posso… Non posso proprio», disse il vecchio con le lacrime agli occhi. E raccontò al postino la storia della figlia che si era sposata nella città vicina ed era diventata ricca. Tutti gli anni gli mandava un pacco, per Natale, con un bigliettino: «Da tua figlia Luisa e marito». Mai un augurio personale, una visita, un invito: «Vieni a passare il Natale con noi».
«Venga a vedere», aggiunse il vecchio e si alzò stancamente.
Il postino lo seguì fino ad uno sgabuzzino. Il vecchio aprì la porta.
«Ma…» fece il postino.
Lo sgabuzzino traboccava di regali natalizi. Erano tutti quelli dei Natali precedenti. Intatti, con la loro preziosa carta e i nastri luccicanti.
«Ma non li ha neanche aperti!» esclamò il postino allibito.
«No», disse mestamente il vecchio. «Non c’è amore dentro».
