SANT’AGOSTINO: LA CONVERSIONE
13 Agosto 2016
SAGRA: TUTTO OK
13 Agosto 2016

INTERPRETAZIONE DELLA CONVERSIONE DI AGOSTINO

Nel  Libro delle Confessioni Agostino descrive il suo lungo e tortuoso cammino interiore, non tralascia nulla, ogni particolare anche quello più negativo e tutto diventa elemento prezioso per la conoscenza di sé, per l’analisi delle sue aspirazioni e si ritrova uomo nuovo nell’incontro con Gesù di Nazareth

Agostino ritrova se stesso e la gioia di vivere

Ci presenta la sua conversione come un ritrovamento di sé: E’ lui stesso il tesoro nascosto, un tesoro continuamente cercato e spesso smarrito.

E’ lui il tesoro, perché scopre il Vangelo dentro di sé. Agostino cercava con tutto se stesso di essere felice;non sopportava di vivere con il cuore in tempesta, nel dissidio tra verità e menzogna, amore e concupiscenza, unità e dispersione. Sentiva che era fatto per qualcosa di grande: aspirazione ad amare ed essere amato, senza confini, il desiderio della bellezza, il gusto del bene e il voler evitare quel maledetto mistero del male, della sofferenza e della morte.

Ma deve trovare il medico giusto che lo aiuti e dove trovarlo? un medico che ti sana dal di dentro e che ti illumina e ti da forza. Il medico che lo aiuta nella sua

malattia dello spirito è Cristo, il medico umile che opera dal di dentro senza asportare nulla ma sanando, componendo, potenziando.

Questo incontro con Cristo, aiutato dalla riflessione, dall’ascolto sempre più familiare della Scrittura e dalla scoperta dei segni, delle meraviglie che il Signore continua ad operare nel cuore di ogni persona, genera in  Agostino una grande pace e serenità che lo riconcilia totalmente con la vita.

Agostino capisce che non deve rinunciare alla propria umanità, ma di viverla in pienezza con tutto

il gusto che può dare l’amore purificato e senza limiti.

Nell’abbraccio misericordioso del Padre, Agostino ritrova la misura dell’amore

“Nessuno dica: “non so che cosa amare”. Ami il fratello ed amerà l’amore stesso. Infatti conosce meglio l’amore con cui ama che il fratello che ama. Ed ecco che allora Dio gli sarà più noto che il fratello; molto meglio noto, perché più presente; più noto perché più interiore; più noto perché più certo. Abbraccia il Dio amore e abbraccia Dio con l’amore. È quello stesso amore che associa tutti gli Angeli buoni e tutti i servi di Dio con il vincolo della santità e che ci unisce scambievolmente insieme, essi e noi, unendoci a lui che è al di sopra di noi. Quanto più dunque siamo esenti dal gonfiore della superbia, tanto più siamo pieni d’amore. E di che cosa è pieno se non di Dio colui che è pieno d’amore?….

Perciò chi non ama il fratello che vede, come potrà amare Dio che non vede, precisamente perché Dio è amore , amore che manca a colui che non ama il fratello? E non si ponga più il problema di sapere quanto amore dobbiamo al fratello, quanto a Dio. A Dio, senza alcun confronto, più che a noi. Al fratello poi tanto, quanto a noi stessi. Amiamo infine tanto più noi stessi quanto più amiamo Dio.   ( da libro ” La Trinità).