SETTIMANA IN CHIESA
17 Marzo 2015
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17 Marzo 2015

RIFLETTERE: IL SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE

UN SEGNO DI CONVERSIONE: LA CONFESSIONE

Gesù ha affidato ai suoi discepoli – e quindi alla sua Chiesa – il Sacramento del Perdono: «Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi».

Gesù, attraverso il Sacramento del perdono, dona lo Spirito Santo. E lo Spirito Santo è come il fuoco che purifica l’oro dalle scorie, è come il sole che rigenera tutte le cose, è come la luce che mette in fuga le tenebre e indica la meta.

Il Sacramento del perdono è Gesù Risorto che, nella Chiesa, ci comunica lo Spirito Santo per la purificazione dei peccati.

 1. Il senso del peccato

Il credente cristiano sa di poter contare sulla Parola di Dio per conoscere in verità il proprio peccato. La Parola di Dio infatti è luce e verità nel profondo del cuore: conduce alla giusta conoscenza di se stessi, fa emergere le colpe che tendiamo a nascondere o a nasconderci, conduce ad una profonda percezione della nostra realtà di peccatori, illumina il senso e la realtà del peccato e della colpa.

La Parola di Dio entra anche nell’individuazione dei peccati: entra nei temi della giustizia e dell’amore, dei rapporti familiari e dei rapporti sociali, a delineare i peccati contro Dio e contro il prossimo, contro se stessi e contro le virtù morali e teologali. La Parola di Dio conduce soprattutto a riconoscerci peccatori perché questo è il passaggio essenziale per conoscere i nostri peccati.

2. La riscoperta del Sacramento del Perdono

Il senso cristiano del peccato non è fine a se stesso, né tanto meno è finalizzato ad umiliarci o a deprimerci. Il senso cristiano del peccato apre e conduce al Sacramento del perdono. Proprio per questo è necessario riscoprire i significati più belli e più efficaci di questo Sacramento. Ci possono aiutare queste brevi riflessioni.

2.1. La Confessione come «vocazione»

La Confessione è come una vocazione alla libertà. E’il Sacramento nel quale Cristo Risorto ci chiama alla libertà dal peccato per una piena esperienza di vita cristiana.

2.2. La Confessione come esperienza di perdono

Accusare non serve, ma neppure «scusare» è educativo. Non si può insegnare ai figli l’indifferenza. Ma nemmeno si deve umiliare un figlio nelle sue mancanze.

L’idea geniale è il perdono che consiste nel saperci accogliere anche quando non ci comportiamo bene e nell’amarci anche quando si sbaglia. Come fa Dio.

Ma la vera esperienza del perdono ha la capacità di rinnovare la vita e conduce all’impegno di non ricadere nelle stesse colpe.

2.3. La bellezza della Confessione

C’è nella confessione un’occasione di autenticità e di sincerità nelle nostre motivazioni; c’è una possibilità di senso e di orientamento della vita. C’è nella Confessione il confronto e l’incontro educativo, c’è la possibilità di un giusto apprezzamento dei nostri comportamenti, c’è il dialogo. E tutto questo avviene con Dio e mediante il suo ministro, il sacerdote confessore.

2.4. La fatica della Confessione

Ma tutto ciò che è «bellezza» della Confessione è anche «fatica» e impegno, nella sua pratica fedele. È esigente vivere la verità di noi stessi. Si può aver paura perché il punto di partenza ci sembra molto distante dalle nostre capacità.

Come confessarsi
Come ogni sacramento la confessione va preparata bene:
1. con qualche giorno di anticipo, facendo una seria riflessione sulla propria vita, un attento esame di coscienza,raccogliendoci per un po’ di tempo nel silenzio.
2. Ci si accosta alla celebrazione con un atteggiamento di fede e dopo l’accoglienza del sacerdote
cerco di vivere in tre tappe questo sacramento:
confessio laudis:
riconosco i momenti per i quali desidero ringraziare il Signore, i momenti in cui l’ho sentito particolarmente vicino:
vorrei Signore ringraziarti per…
confessio vitae: 
riconosco i miei peccati, le mie contraddizioni con il vangelo, le cose che mi pesano, che non vorrei avere fatto, ciò che mi ha allontanato da Dio e dai fratelli:
ti chiedo perdono Signore per…
confessio fidei:
alla luce del perdono di Dio lo voglio ringraziare, voglio nuovamente mettermi in cammino sulla strada del vangelo;
è l’impegno a continuare a vivere concretamente la Parola di Dio.