MESSI IN CAMMINO… NELL’ASCOLTO

30 Novembre 2021

dal 27 Novembre al 5 Dicembre 2021

30 Novembre 2021

MESSI IN CAMMINO… NELL’ASCOLTO

30 Novembre 2021

dal 27 Novembre al 5 Dicembre 2021

30 Novembre 2021

28 Novembre 2021

Dal Vangelo secondo Luca (21,25-28.34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improv­viso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

Commento di don Maurizio Girolami

L’inizio del tempo di Avvento è segnato dall’invito alla vigilanza. Le parole di Gesù spiegano bene cosa significhi essere vigili: risollevarsi, alzare il capo, essere attenti a se stessi per non appesantirsi con cose inutili e affanni. Soprattutto dice di pregare, perché la paura e lo sconforto di fronte ai segni del mondo lascino posto alla fiducia e all’agire di Dio che mai abbandona il suo popolo. Non serve certo attendere che cada dal cielo qualche asteroide per provare paura. Basta guardarsi attorno e accorgersi di chi soffre violenza e ingiustizia, di chi non sa come sfamare i propri figli, di chi non riesce a trovare giustizia in mezzo ai mille cavilli di un sistema burocratico spesso preoccupato di nutrire solo se stesso. L’incertezza del futuro e l’evane­scenza del tempo presente sono segni sufficienti per provare angoscia e smarrire la serenità. Proprio la parola di Gesù suggerisce la preghiera come luogo e tempo dell’ascolto da vivere come atteggiamento disponibile all’agire di Dio nel nostro oggi. Ascolto della sua parola che risuona nella chiesa, ascolto del grido dei poveri, ascolto dei timori del nostro cuore. Un ascolto che sa sollevare lo sguardo verso l’alto dove abita Dio, il quale per primo ascolta i suoi figli e sa intervenire a tempo opportuno. Vigilare, dunque, pregando. Pregare alzando gli occhi al cielo, per non rimanere prigionieri dell’orizzonte piatto nel quale spesso ci infiliamo; pregare non solo per chiedere qualcosa o per dire a Lui qualcosa di noi, ma per accogliere la sua proposta che viene a liberarci da ogni angoscia.