dal 25 febbraio 2024
27 Febbraio 202425 febbraio 2024
27 Febbraio 202425 febbraio 2024
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9, 2 – 10)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
DAL COMMENTO DI ERMES RONCHI
Come fu per loro, come fu per molti nei lager o nei gulag, fino ai Navalny dei nostri giorni, come è per quanti si ostinano a proporsi la pace, anche per noi sarà necessario cercare negli archivi dell’anima le tracce della luce per appoggiarvi il cuore e la fede. Il monte della luce, collocato a metà del racconto di Marco, è lo spartiacque della ricerca su chi è Gesù. Come in un dittico, la sua prima parte racconta opere e giorni di Gesù il maestro; la seconda parte, a partire da qui, disegna il volto alto del “Figlio di Dio”: vangelo di Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio (Mc 1,1). Gesù chiama di nuovo con sé i primi chiamati: tutto è narrato dal punto di vista dei discepoli, di ciò che loro accade. I monti nella Bibbia sono dimora di Dio, ma offrono a noi la possibilità di uno sguardo nuovo sul mondo, di coglierlo da una nuova angolatura, inedita. Dal punto di vista di Dio. Pietro ne è sedotto. L’entusiasmo di Pietro: ci fa capire che la fede per essere pane deve discendere da uno stupore, da un innamoramento che ti stordisce. Ciò che seduce Pietro non è l’onnipotenza di Dio, non lo splendore del miracolo, ma la bellezza del volto di Gesù, dove l’uomo si sente finalmente a casa: qui è bello stare! Il Vangelo della Trasfigurazione dona ali alla nostra speranza: il male e il buio non vinceranno. Anche per me credere è stato acquisire bellezza del vivere in pienezza. La nostra comprensione, la nostra intelligenza, la nostra luce non ci bastano, le cose attorno a noi non sono chiare, la storia e i sentieri del futuro per nulla evidenti. Ma il mondo è intriso di luce, lo sanno tutte le religioni, lo sanno gli innamorati, gli artisti, i puri. E lo ricorderanno i discepoli quando tutto si farà buio, quando il loro Maestro sarà preso, incatenato, deriso, spogliato, torturato, crocifisso
