19 Dicembre 2021
20 Dicembre 2021dal 26 Dicembre 2021
25 Dicembre 202125 e 26 Dicembre 2021
In quei giorni Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Parola del Signore.
LA PAROLA DI DIO
Domenica 26 dicembre
Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45)
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Commento di don Maurizio Girolami
Nel tempo del Natale accogliamo il bambino Gesù, nato da Maria. Egli non viene da solo, ma porta con sé, come dono per tutti gli uomini, anche la sua famiglia, il suo papà, Giuseppe e la sua mamma Maria. L’episodio al Tempio di Gerusalemme, che lo vede maestro in mezzo ai dottori della Legge, ci dà la possibilità di quanto questa famiglia fosse unita, soprattutto nei momenti di bisogno. Gesù si lascia raggiungere dai suoi genitori e li avverte che la sua missione è stare nelle cose del Padre. Non è un atto di ribellione all’autorità dei genitori, perché poi egli torna a casa con loro, sottomesso, dice Luca. La famiglia non è infatti solo un luogo di protezione, ma innanzitutto di crescita e promozione dell’unicità di ciascuno. Maria e Giuseppe hanno ben chiaro il loro affetto per Gesù, ma questo non è un legame che gli impedisce di cercare la sua strada e di percorrerla fino in fondo. Gesù li ascolta e cresce grazie ai loro insegnamenti. Giuseppe e Maria restano con mente aperta e cuore sveglio per accogliere la novità del loro figlio che apre scenari inediti e impensabili. Da questo ascolto reciproco e rispettoso, senza affetti malati o pregiudizi angusti, nasce la grandezza della missione di Gesù, di Maria e di Giuseppe. Ciascuno ha il suo compito nella storia della salvezza e ciascuno opera perché l’altro sia se stesso fino in fondo. È questo il senso detto da Gesù: «devo occuparmi della cose del Padre mio».
