11 Luglio 2021

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dal 17 al 25 Luglio 2021

21 Luglio 2021

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21 Luglio 2021

18 Luglio 2021

Dal VANGELO secondo Marco (Mc 6,30-34)

In quel tempo, 30gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”. Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.

34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

 

Commento di don Erio Castellucci

Trai i ricordi più cari della vita hanno un posto speciale i momenti nei quali qualcuno ha avuto attenzione nei nostri confronti: l’ascolto di un amico quando eravamo in crisi, o la visita di una persona cara in occasione di una malattia o di un lutto. Sono piccoli gesti, che però si incidono nella memoria e non si cancellano più. Forse per questo gli apostoli si sono ricordati di quel piccolo gesto che Gesù compie verso di loro un giorno in cui sono assediati dalla gente, e Lui, invece di incitarli ad un lavoro più intenso, li invita a fare una pausa di riposo insieme a lui. Dentro a questo piccolo gesto di attenzione c’è un grande cuore, una grande umanità. Gesù vede i suoi amici prima come persone che come collaboratori; per lui il lavoro è importante, ma l’uomo, creato come corpo, mente e spirito, viene prima di tutto, anche prima dei suoi doveri e del suo lavoro. Un importante motivo di riflessione anche per noi oggi. Il Vangelo narra poi un secondo gesto di attenzione da parte di Gesù, questa volta verso le folle: “[…] ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore”. Abituato fin da piccolo a vedere greggi al pascolo a Gesù quella gente carica di problemi e di bisogni, faceva venire in mente un gruppo di pecore smarrite, senza guida. Il suo sguardo non è quello distaccato di chi vuole studiare il fenomeno, ma è la premura di chi vuole fare qualcosa perché si lascia toccare “dentro”. E cosa fa? Ci aspetteremmo a questo punto qualche azione prodigiosa che renda la gente più serena. E invece, scrive l’evangelista Marco: “Si mise a insegnare loro molte cose”. Che strano modo di farsi carico dei bisogni di persone che cercano guarigione, sono affamati e assetati: Gesù si mette a far loro la predica! Certo, di lì a poco darà alla folla anche i pani e i pesci; ma per il momento dà loro solamente la parola. In realtà l’azione di Gesù è ben calcolata: lui sa che il pane da solo tampona il vuoto dello stomaco ma non arricchisce la mente e non toglie la sete di eternità. Gesù dà sempre il pane della parola, prima e insieme al pane materiale. Questo è il metodo dei cristiani quando sono fedeli al Vangelo: mentre vanno incontro alle necessità materiali delle persone, cercano di educare ed istruire perché siano poi quelle stesse persone ad uscire dalla loro situazione. Mantenere la gente nell’ignoranza, assicurando solo cibo, svaghi e cose materiali è il programma dei dittatori di ogni epoca. Per Gesù invece non esiste un aiuto materiale che non punti anche al risanamento del cuore e al nutrimento dell’anima; infatti, una delle ricchezze della tradizione cristiana è proprio il legame tra le opere di misericordia spirituale e corporale. Per la Chiesa è ugualmente importante sfamare l’affamato e consolare l’afflitto, visitare i carcerati e perdonare le offese, soccorrere i poveri ed educare i piccoli. Rimane sempre vero quel proverbio che proviene da un’antica sapienza: “Dai un pesce ad un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”.