Dal 11 al 19 Dicembre 2021
13 Dicembre 2021dal 12 Dicembre 2021
13 Dicembre 202112 Dicembre 2021
Dal Vangelo secondo Luca (3,10-18)
In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Commento di don Maurizio Girolami
Anche in questa domenica il nostro cammino incrocia quello del Battista. La sua attività profetica attira attorno a sé tanta attenzione, ma egli non si lascia prendere dal gusto del successo e rimane ben piantato e fedele alla sua missione che è quella di preparare la via del Messia e di essere pronto ad indicarlo presente nel mondo quando egli verrà. Come ci si prepara alla venuta del Cristo? Che cosa bisogna fare? Questa è la domanda che gli rivolgono e alla quale egli prontamente risponde dicendo che l’unico modo per accogliere l’inviato del Signore è la via della giustizia: non bisogna chiedere più del dovuto, bisogna dare a chi ha più bisogno, perché ciò che si ha in più appartiene a chi ha di meno. Giustizia è anche chiedere a Dio perdono e misericordia. Giustizia è saper attendere da Dio il suo intervento quando l’ha deciso lui e non quando lo vorremmo noi. Lo Spirito Santo e il fuoco del cielo infatti scendono quando meno ci si aspetta e vanno attesi con attenzione e disponibilità a lasciarsi rinnovare e purificare. L’attesa, dunque, non è essere oziosi, ma tempo per essere operosi, come non mai, perché venga ristabilita la giustizia per tutti gli uomini, e ciascuno possa, con il proprio lavoro, trovare serenità e pace davanti a Dio e agli uomini. La domanda allora del vigilante è questa: cosa posso fare io, qui ed ora, perché attraverso il mio impegno ogni uomo possa vivere nella libertà e dignità?
