31 Gennaio 2021
1 Febbraio 2021
dal 6 al 14 Febbraio 2021
8 Febbraio 2021

Servizio Diocesano per la Tutela dei Minori

È stato istituito ed è diventato operativo, un Centro di ascolto legato al Servizio diocesano per la tutela dei minori (SDTM). Si tratta di una struttura pensata e voluta da Papa Francesco, che con il Motu Proprio “Vos estis lux mundi” del maggio 2019 ha chiesto a tutte le Chiese locali di organizzarsi per dare una risposta efficace alla dolorosa realtà degli abusi compiuti sui minori e su persone vulnerabili in ambito ecclesiale.

La CEI nel giugno 2019 ha calato questa decisione nel contesto specifico della Chiesa italiana emanando le “linee guida” che contengono indicazioni pratiche per l’attuazione di questo progetto. Per tale motivo nel dicembre 2019 il Vescovo Mons. Giuseppe Pellegrini ha istituito con un apposito decreto il SDTM. La responsabilità di gestire il Centro di ascolto è stata affidata ad Alex Coden.

Le persone che volessero contattare il Centro per segnalazioni o informazioni lo possono fare attraverso il numero telefonico 329.839.75.88, lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 18.30 alle 19.30; martedì e giovedì dalle ore 12.00 alle 13.00;     

e-mail: tutelaminori@diocesiconcordiapordenone.it

Insieme al responsabile del Centro di ascolto fanno parte del Servizio, in qualità di Referenti, Michele e Flora De Feo, ai quali è stato affiancato un gruppo di lavoro composto da persone con competenze psicologiche, giuridiche ed educative. Ne fanno parte don Roberto Tondato (Rettore del Seminario diocesano, Cancelliere Vescovile e docente di diritto canonico), Elisa Burigana (pedagogista e già Direttrice del Consultorio familiare Noncello di Pordenone), Barbara Piani (psicologa e collaboratrice del Consultorio familiare Noncello), Guido Rigolo (avvocato penalista) e Matteo Maria Giordano (media educator nell’ambito delle nuove tecnologie).

Compito del servizio è quello di far emergere con chiarezza e trasparenza le situazioni in cui si siano verificati comportamenti lesivi della dignità dei minori, da parte di persone legate all’ambiente ecclesiale. Si vuole dare la priorità assoluta alla tutela di chi ne sia stato vittima. Ma l’obiettivo non è limitato a questo pur fondamentale ambito: si tratta piuttosto di operare anche in chiave preventiva rispetto a tali abusi, con un’attività educativa che porti alla creazione di una vera e propria cultura della tutela dei membri più fragili delle comunità ecclesiali.