PREGHIERA
11 Luglio 2015
LA PAROLA DELLA SETTIMANA
25 Luglio 2015

PROPOSTE DI RIFLESSIONE

Faccio mia questa lettera che un parroco ha scritto ai suoi parrocchiani all’inizio delle vacanze

Carissimi amici,

viviamo le ferie e le vacanze in modo che siano proficue per la nostra crescita umana e spirituale, convinti che nemmeno in questo tempo possiamo dimenticare Dio, che mai si dimentica di noi.
Cerchiamo di approfittare delle vacanze per cercare di incontrare noi stessi e vincere la superficialità che produce il trambusto della vita ordinaria. Per questo, non dimentichiamoci di mettere nella valigia i Vangeli, che ci saranno di molto aiuto.
Se abbiamo scelto il mare,ricordiamoci che anche in

spiaggia, Gesù può cambiare la nostra vita ! La spiaggia è il luogo per eccellenza dove Gesù ha predicato, ha raccontato le parabole ed ha compiuto miracoli eclatanti. Fu lungo una spiaggia, quella del mare di Galilea, che Gesù incontrò e coinvolse i suoi primissimi discepoli ed è sempre lungo qualche spiaggia che, anche oggi, i cristiani (tutti noi !) possono diventare “i nuovi evangelizzatori” per diffondere il vangelo e riportare a Cristo i così detti lontani.
Proprio per essere i nuovi evangelizzatori riserviamo, anche sotto l’ombrellone, un tempo da dedicare alla meditazione e a una lettura edificante, che riaccenda in noi e in chi ci sta vicino il fervore della vita spirituale.
Le vacanze ci aiutino a rimettere al centro la nostra famiglia, a stringere molto i legami familiari, ad aumentare la comunicazione tra genitori e figli, ad aiutare le persone che amiamo che hanno più bisogno.
Dedichiamo qualche giorno delle nostre vacanze per la visita a un santuario, dove confessarci e partecipare alla S. Messa. Ogni santuario ha una grazia speciale a cui attingere.
Ricordiamo
ci che Il vero riposo è quello dell’anima che rinnova e ringiovanisce tutta la persona.
Buone vacanze cristiane.
 

 La semplicità disarmante delle parole

Carlo Levi diceva che le parole sono pietre. Ci sono “parole sassolini” che quotidianamente ci leviamo dalle scarpe. Ci sono “parole macigni”, come quelle pronunciate in questi giorni a proposito della crisi greca, sulla pelle di donne e uomini, di bambini ed anziani disperati.

 Parole che, come diceva Tolstoj, “sono piene di compassione per loro e manifestano il desidero di migliorare la loro sorte con ogni mezzo possibile. Tranne che scendere dalla loro schiena”.

 E poi ci sono le “parole ali”, come quelle pronunciate dal Santo Padre, anche in questo viaggio apostolico. Al contrario delle altre sono parole di una semplicità disarmante, senza scorciatoie, parole che puntano dritto al cuore ed alla coscienza della gente, parole che non nascondono dietrologie, parole che si fanno carne e guida per il nostro vivere, “parole faro” per chi, come noi, si occupa di comunicazione.

 A chi mi ha chiesto, in questa settimana, perché citiamo così spesso Papa Francesco, rispondo che nelle sue parole di vita noi ci ritroviamo con piacere, come accade quanto rientri a casa dopo un lungo viaggio.

 

Riuscirai sempre a trovarmi nelle tue parole, è là che vivrò.
(dal film Storia di una ladra di libri)

articolo di  Enrico Albertini
Direttore ReteSicomoro

 il tempo libero è una cosa “bella e necessaria”  soprattutto se poggia su “un centro interiore” che faccia evitare il rischio di farlo diventare  “tempo perso” ……