PUNTI VERDI 2017
26 Maggio 2017
21/05/2017
26 Maggio 2017

PAPA FRANCESCO Per dare gioia alla gente

Giovedì, 18 maggio 2017                                   «Obbedisci e dà gioia alla gente»: è l’efficace sintesi della «missione cristiana» proposta da Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta giovedì mattina, 18 maggio.                                              Il Pontefice ha fatto propria quella che è stata la duplice raccomandazione di un padre al figlio sacerdote nominato vescovo. Questi, ha spiegato Francesco, «è andato dal suo anziano papà a dargli la notizia». E «quest’uomo già in pensione, uomo umile» che era stato «operaio tutta la vita» e «non era andato all’università ma aveva la saggezza della vita», gli ha «consigliato due cose soltanto: “Obbedisci e dà gioia alla gente”». Perché, ha commentato il Papa, «quest’uomo aveva capito» bene l’insegnamento delle letture della liturgia del giorno: «obbedisci all’amore del Padre, senza altri amori, obbedisci a questo dono e poi dà gioia alla gente». Di conseguenza anche «noi, cristiani, laici, sacerdoti, consacrati, vescovi, dobbiamo dare gioia alla gente».

Per la sua riflessione Francesco ha preso spunto in particolare dal passo del vangelo di Giovanni (15, 9-11). Descrivendo la scena, il Papa ha fatto notare che «Gesù torna un’altra volta sul comandamento dell’amore». In particolare «in questo passo dice una cosa molto forte: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi”». Perciò «l’amore con il quale Gesù ci ama è lo stesso con il quale il Padre ama lui, lo stesso. Siamo amati con questo amore grande. È un dono grande dell’amore!». Proprio per questo Gesù «ci ammonisce: “Per favore, rimanete nel mio amore perché è l’amore del Padre”. È l’amore grande». E siccome è consapevole dell’obiezione: “Ma, Signore, come possiamo rimanere nel tuo amore?”, egli offre anche una risposta concreta: “Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”. In sostanza, «Gesù rimane nell’amore del Padre e ci chiede di rimanere nell’amore che lui ha verso di noi».                                                                       Ma «come si rimane» in questo amore? «Osservate i comandamenti» è la risposta: «i dieci», ovvero il decalogo che «è la base, è il fondamento». Sono i precetti, chiarisce Gesù «che io vi ho insegnato», cioè i «comandamenti della vita quotidiana, i piccoli comandamenti», i quali «più che comandamenti sono un modo di vivere cristiano». Come? «Per esempio nelle opere di misericordia o nelle beatitudini». Infatti, sebbene sia «grande, molto, molto, molto largo l’elenco dei comandamenti di Gesù», in realtà «il nocciolo è uno: l’amore del Padre a lui e l’amore di lui a noi».                                                                     Per questo, il Signore «ci chiede di rimanere nell’amore». Anche perché, nella vita «ci sono altri amori. Anche il mondo ci propone altri amori: l’amore al denaro per esempio, l’amore alla vanità, pavoneggiarsi, l’amore all’orgoglio, l’amore al potere, anche facendo tante cose ingiuste per avere più potere». Ma in tal caso appunto «sono altri amori»; e «questi non sono di Gesù e non sono del Padre. Lui ci chiede di rimanere nell’amore suo, che è l’amore del Padre».                                                                 Pensiamo «anche a questi altri amori che ci allontanano dall’amore di Gesù», così come pure all’esistenza di «altre misure di amare»: come l’«amare a metà», che però «non è amare. Una cosa è volere bene e un’altra cosa è amare. Amare è più di voler bene». «La misura dell’amore è amare senza misura». Solo così, con «questi comandamenti che Gesù ci ha dato, rimarremo nell’amore di Gesù che è l’amore del Padre. Senza misura». Non come ogni altro tipo di amore che può essere «tiepido o interessato».Proseguendo nella rilettura della pagina evangelica.                                                            Il Signore ricorda agli uomini queste cose. «Perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».