Festa del battesimo di Gesù: Domenica 10 gennaio 2016
5 Dicembre 2015
06/12/2015
8 Dicembre 2015

NATALE tempo di regali

 NATALE tempo di regali

Il succo del Natale, quello vero, non quello taroccato d’oggi, è tutto qui: Natale è un regalo, il più stupefacente regalo della storia intera: Dio dona se stesso! Così il dono occupa un posto centrale nella nostra Festa più bella, così come dovrebbe occupare un posto centrale nell’arte di educare qualora pensassimo a tutta la sua valenza pedagogica. Ebbene, proprio il mese del Natale ci offre l’occasione per riflettere sullo straordinario valore educativo del regalo.

Il dono è un modo per insegnare la bontà.

«In Dio tutto è gioia, perché tutto è dono» (Paolo VI, papa). «Donate ben poco se donate solo i vostri beni. È quando donate voi stessi che donate veramente!» (Gibran Kahlil Gibran, poeta libanese). «. Tutti ne sono convinti. Lo psicanalista tedesco Erich Fromm (1900-80) è esplicito: «La piena maturità dell’uomo si compie solo con la completa liberazione dal narcisismo». Viktor Frankl (1905-1997), altro psicanalista, conferma: «Solamente nella misura in cui ci doniamo, realizziamo noi stessi». Il dono contrasta con la mentalità dell’avere. Anche questo è un prezioso servizio pedagogico del donare. Le cose non sono mai innocue! Una sola prova: oggi, a forza di avere sempre più, l’uomo rischia di non essere più! Il dono riscalda il cuore. Sarà proprio il Bambino che festeggiamo a Natale che domani, cresciuto, avrà questa stupenda intuizione: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!» (At 20, 35). Il dono è educativo per natura sua. Educativo in sé in quanto rientra nella pedagogia positiva che è sempre costruttiva, all’opposto della pedagogia negativa. Donare qualcosa a qualcuno significa prenderlo in considerazione, stimarlo, apprezzarlo. Questa è pedagogia positiva allo stato puro, pedagogia sempre vincente! Aveva ragione Baden Powell (1857- 1941), il fondatore dello scoutismo, a sostenere che “un sorriso fa fare il doppio di strada di un brontolio!”. Della stessa opinione era il noto scrittore francese Michel Quoist (1921-1997) il quale osservava che se nella sua vita di sacerdote era riuscito a fare qualcosa di buono era perché aveva fatto leva sull’amore di Dio, non sulle fiamme dell’inferno! Insomma, abbiamo ragioni più che sufficienti per concludere che il dono deve entrare a pieno nell’arte di educare. Fino ad oggi il carbone nero non ha mai educato nessuno

In –concreto

Perché il dono esprima tutta la sua valenza pedagogica, non è il caso di svuotare il supermarket. Non è la quantità che fa la bontà del dono, ma sono alcune caratteristiche che lo impreziosiscono.

Il regalo dovrebbe essere personalizzato. Sui singoli pacchetti è bene scrivere: “Questo è per Marco”. “Questo è per Laura”. Così facendo, sottolineiamo l’amore, l’attenzione per ciascun figlio, indistintamente.

È bene che il dono sia moderato. Coprire il figlio di doni non è educativo per varie ragioni: lo può far sentire troppo importante; lo mette nell’imbarazzo della scelta; lo può rendere sempre più incontentabile.

È bene che il regalo sia desiderato. Il regalo è indovinato se soddisfa le attese del figlio in quel particolare momento della sua fase della vita evolutiva. Il genitore attento scopre facilmente quello che il figlio attende: lo

È bene che il regalo sia duraturo. Non ha senso essere generosi quindici giorni all’anno! I doni devono continuare anche dopo Natale! Vi sono regali che non finiscono mai! E sono anche, una volta tanto, i meno costosi. Qualche esempio? Ai figli regalo il mio tempo: mi occupo di più di essi e mi preoccupo di meno. Regalo le mie orecchie: li ascolto. Regalo la mia bocca: le mie preghiere, le mie parole buone, incoraggianti, balsamiche. Regalo la mia faccia serena. Regalo i miei occhi: mi accorgo della loro presenza. Regalo tenerezza, perdono e pace in famiglia. Non è un bel mazzetto di regali stupendi? Regali meravigliosi che fanno sì che Natale duri tutto l’anno.

regoliamoci , orientiamo la nostra vita ad esprimere i sentimenti che riempire di cose le nostre feste.