SANTE MESSE SETTIMANALI (dal 22 febbraio all’1 marzo 2015)
21 Febbraio 2015
INCONTRI SETTIMANALI
1 Marzo 2015

Dalle omelie di Don Claudio

dall’omelia di domenica 4 settembre 2011
“Come sentinella di questa comunità di sant’Agostino, devo esprimere il mio compiacimento per come si sono svolte tutte le attività estive per la mobilitazione gioiosa di tante persone di buona volontà.
Un incoraggiamento a continuare in questa partecipazione che rende la comunità sempre più viva, sensibile e attenta alle necessità.”

dall’omelia della domenica 9 ottobre 2011
“Quest’anno il Vescovo con i suoi più diretti collaboratori ha individuato nel seguente slogan: “Ascoltare per educarci alla corresponsabilità” la risposta di tutta la comunità diocesana.
Cerchiamo di capire almeno un po’ cosa significano queste parole: ascolto, educazione e corresponsabilità.
Ascoltare:
La fede nel Signore si fonda sull’ascolto della sua parola. L’amore verso il prossimo ha come fondamento l’ascolto delle necessità altrui. Per comprendere noi stessi abbiamo bisogno di entrare nell’intimo della nostra coscienza per scoprire, capire le nostre aspirazioni, le nostre emozioni, i nostro sentimenti, le nostre difficoltà, le nostre debolezze e miserie per meglio realizzarci.
Per meglio educarci.
Il primo impegno educativo su cui ognuno di noi deve puntare e verso se stessi. Come cristiani siamo chiamati ad educarci secondo la vita buona del Vangelo.
Contemporaneamente ognuno di noi deve essere come i servi della parola evangelica che sono stati mandati ad invitare altri alle nozze.
Ecco la corresponsabilità.
Tutti: bambini, ragazzi, giovani adulti, anziani siamo responsabili, anche se in modo diverso, di annunciare e testimoniare la vita buona secondo il Vangelo.
Ma io sono piccolo, io sono giovane, io ho già fatto la mia parte adesso che si impegnino gli altri. Io non sono capace, io non so parlare, io …Non c’è io che tenga. Il regno dei cieli è affidato da Dio a Gesù e a tutti coloro che vogliono seguirlo.
Una domanda: Io cosa faccio in famiglia, a scuola nel lavoro, nella società civile, nella Chiesa per diffondere la buona vita secondo il Vangelo?
Ognuno si dia la risposta ma anche pensi: cosa posso fare di più e di meglio?”

prima comunione 2009
“Anche a voi bambini è stato predicato il Vangelo: con le parole e con le opere….
Siete stati ammessi alla prima confessione ed oggi anche alla prima Comunione.
Molte volte avete partecipato alla santa Messa, ma oggi per la prima volta la vostra partecipazione diventa comunione piena con Dio e con la comunità, perché mangiando il pane dell’Eucarestia, Corpo di Gesù, voi sarete un sola cosa con Gesù e con tutti coloro che sono amati da Gesù.
E’ un grande avvenimento.
Ad vi siete preparati, questo avvenimento ricordate per tutta la vita.
Di più: Dio vi offrirà la possibilità essere una sola cosa con Lui e quindi con Gesù ogni volta che vi accosterete alla Santa Comunione con amore e con il desiderio di vivere secondo i suoi comandamenti.
Gesù vi invita, oggi, a fare comunione con Lui ogni domenica.
E’, per noi cristiani, il giorno di festa settimanale insieme con Gesù, perché è il giorno della sua risurrezione.
Non possiamo mancare a questo appuntamento. Se manchiamo e come se dicessimo a Gesù: “Non voglio fare festa con te, non voglio fare comunione con te…”.
E voi, cari genitori, date importanza alla festa, alla domenica. Vivetela insieme ai vostri bambini partecipando alla Santa Messa, facendo la vostra comunione.
Anche voi siete cristiani, anche voi avete celebrato con gioia la vostra prima comunione come fanno oggi questi bambini.
Ogni domenica Gesù ci invita tutti a stare con Lui, a nutrire la nostra vita della sua Parola e del Pane dell’eucarestia.
Non vi capiti di trascurare, o di impedire a questi bambini di celebrare la domenica con Gesù e con la Chiesa.
Non vi capiti di allontanare questi bambini dalla partecipazione alla Comunione.
Hanno bisogno di Gesù oggi e durante tutta la loro vita.
Come noi abbiamo bisogno di Gesù ora e sempre.
dall’omelia di un matrimonio

Affrontate ogni momento della vostra giornata chiedendovi cosa vuole il Signore da voi e chiedendo a Lui la grazia di mettere in pratica il suo insegnamento.
Insegnate, un domani, questi valori e questi atteggiamenti ai figli che Dio vi vorrà donare.
Allora la vostra casa morale e spirituale sarà fondata sulla roccia e nessuna avversità potrà lesionarla o abbatterla.
Sarà una casa, una vita di coppia, una vita di famiglia dove Signore non farà mancare il suo Spirito.
E poi, vivete la comunità.
Non astraetevi dalla vostra comunità parrocchiale. Anzi ad essa dedicate del tempo. Sarà tempo, saranno energie che vi aiuteranno ad essere generosi e solidali con le necessità degli altri.
L’esperienza condivisa con altre coppie di sposi e di genitori vi aiuterà a vivere con maggior serenità anche le difficoltà che potranno purtroppo presentarsi anche nel vostro futuro.