dal 4 al 12 Gennaio 2020
7 Gennaio 2020dal 5 Gennaio 2020
7 Gennaio 20205 – 6 Gennaio 2020
VANGELO (Gv 1,1-18) del 5.01.2020
1In principio era il Verbo, / e il Verbo era presso Dio / e il Verbo era Dio. / 2Egli era, in principio, presso Dio: / 3tutto è stato fatto per mezzo di lui / e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. / 4In lui era la vita / e la vita era la luce degli uomini; / 5la luce splende nelle tenebre / e le tenebre non l’hanno vinta.
6Venne un uomo mandato da Dio: / il suo nome era Giovanni. / 7Egli venne come testimone / per dare testimonianza alla luce, / perché tutti credessero per mezzo di lui. / 8Non era lui la luce, / ma doveva dare testimonianza alla luce. / 9Veniva nel mondo la luce vera, / quella che illumina ogni uomo. / 10Era nel mondo / e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; / eppure il mondo non lo ha riconosciuto. / 11Venne fra i suoi, / e i suoi non lo hanno accolto. / 12A quanti però lo hanno accolto / ha dato potere di diventare figli di Dio: / a quelli che credono nel suo nome, / 13i quali, non da sangue / né da volere di carne / né da volere di uomo, / ma da Dio sono stati generati.
14E il Verbo si fece carne / e venne ad abitare in mezzo a noi; / e noi abbiamo contemplato la sua gloria, / gloria come del Figlio unigenito / che viene dal Padre, / pieno di grazia e di verità.
15Giovanni gli dà testimonianza e proclama: / “Era di lui che io dissi: / Colui che viene dopo di me / è avanti a me, / perché era prima di me”.
16Dalla sua pienezza / noi tutti abbiamo ricevuto: / grazia su grazia. / 17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, / la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
18Dio, nessuno lo ha mai visto: / il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, / è lui che lo ha rivelato.
VANGELO (Mt 2,1-12) del 6.01.2020
1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. 3All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6E tu, Betlemme, terra di Giuda, / non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: / da te infatti uscirà un capo / che sarà il pastore del mio popolo, Israele”.
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Commento di P. Ermes Ronchi a Gv 1,1-18
In principio era il Verbo e il Verbo era Dio. Giovanni inizia il suo Vangelo con una poesia, con un canto, con un volo d’aquila che proietta subito Gesù di Nazaret verso l’in-principio e verso il divino. Nessun altro canto, nessun’altra storia può risalire più indietro, volare più in alto di questa che contiene l’inizio di tutte le cose: tutto è stato fatto per mezzo di Lui. Nulla di nulla senza di lui .
In principio, tutto, nulla, sono parole che ci mettono in rapporto con l’assoluto e con l’eterno. La mano di Dio su tutte le creature del cosmo e «il divino traspare dal fondo di ogni essere» (Tehilard de Chardin). Non solo degli esseri umani ma perfino della pietra. «Nel cuore della pietra Dio sogna il suo sogno e di vita la pietra si riveste» ( Vannucci).
Un racconto grandioso che ci da un senso di vertigine, ma che poi si acquieta dentro una parola semplice e bella: accogliere. Ma i suoi non l’hanno accolto, a quanti invece l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli.
Accogliere: parola bella che sa di porte che si aprono, di mani che accettano doni, di cuori che fanno spazio alla vita. Parola semplice come la mia libertà, parola vertice di ogni agire di donna, di ogni maternità. Dio non si merita, si accoglie.
«Accogliere» verbo che genera vita, perché l’uomo diventa ciò che accoglie in sé. Se accogli vanità diventerai vuoto; se accogli disordine creerai disordine attorno a te, se accogli luce darai luce.
Dopo il suo Natale è ora il tempo del mio Natale: Cristo è venuto ed è in noi come una forza di nascite. Cristo nasce perché io nasca. Nasca nuovo e diverso: nasca figlio! Il Verbo di Dio è come un seme che genera secondo la propria specie, Dio non può che generare figli di Dio. Perché Dio si è fatto uomo? Perché Dio nasca nell’anima, perché l’anima nasca in Dio (M. Eckart). E il Verbo si è fatto carne.
Non solo si è fatto Gesù, non solo uomo, ma di più: carne, esistenza umana, mortale, fragile ma solidale.
Bambino a Betlemme e carne universale. Dio non plasma più l’uomo con polvere del suolo, come fu in principio, ma si fa lui stesso polvere plasmata. Il vasaio si fa argilla di un piccolo vaso. E se tu devi piangere, anche lui imparerà a piangere. E se tu devi morire anche lui conoscerà la morte.
Da allora c’è un frammento di Logos in ogni carne, qualcosa di Dio in ogni uomo. C’è santità e luce in ogni vita. Il Verbo entra nel mondo e porta la vita di Dio in noi. Ecco la vertigine: la vita stessa di Dio in noi. La profondità ultima del Natale: Dio nella mia carne. E destino di ogni creatura è diventare carne intrisa di cielo.
