AVVISI E APPUNTAMENTI

19 Febbraio 2017

19/02/2017

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La pagliuzza e la trave

Ma io che predico eseguo forse le cose che predico? Miei fratelli, le eseguo se prima le attuo in me stesso, e le attuo in me stesso se dal Signore ricevo [il dono di attuarle]. Ecco, le eseguo: odio i miei vizi, offro il mio cuore al mio medico perché lo risani; gli stessi vizi per quanto mi è possibile perseguito, ne gemo, riconosco che sono in me ed, ecco, me ne accuso. Tu che vorresti rimproverarmi, correggi te stesso. La giustizia è infatti questa: che non ci si possa dire: “Vedi la pagliuzza nell`occhio di tuo fratello e non vedi la trave che è nell`occhio tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi vedrai di togliere la pagliuzza dall`occhio di tuo fratello” (Mt 7,3-4). L`ira è una pagliuzza, l`odio è una trave. Ma alimenta la pagliuzza e diventerà una trave . Un`ira inveterata diventa odio: una pagliuzza accresciuta diviene una trave. Affinché pertanto la pagliuzza non divenga trave, “non tramonti il sole sopra la vostra ira” (Ef 4,26). Vedi, t`accorgi di esser divorato dall`odio, e vorresti riprendere chi è adirato? Liberati prima dall`odio e farai bene a rimproverare chi è in preda all`ira. Costui ha nell`occhio una pagliuzza, tu hai una trave. Se in effetti tu sei pieno di odio, come farai a vedere colui al quale devi togliere [la pagliuzza]? Nel tuo occhio c`è una trave. E perché nel tuo occhio c`è una trave? Perché hai preso alla leggera la pagliuzza che vi era nata: con quella ti addormentasti, con quella ti levasti, la facesti sviluppare nel tuo intimo, la innaffiasti con sospetti infondati. Credendo alle parole degli adulatori e di coloro che ti riferivano parole cattive sul conto del tuo amico incrementasti la pagliuzza, non la strappasti via. Col tuo affetto la facesti diventare trave. Togli dal tuo occhio questa trave! non odiare il tuo fratello. Ti spaventi o non ti spaventi? Io ti dico di non odiare e tu rimani tranquillo…, e rispondendo mi dici: Che significa odiare? E che male c`è se un uomo odia il suo nemico? Tu odii il tuo fratello! Se prendi alla leggera l`odio, ascolta come non fai caso alle parole: “Chi odia il suo fratello è un omicida” (1Gv 3,15). Chi odia è un omicida. Non ti sei procurato del veleno; ma forse che per questo puoi dirmi: Che c`entro io con l`essere omicida? “Chi odia è omicida“. Non ti sei procurato il veleno, non sei uscito di casa con la spada per colpire il tuo nemico, non ti sei comprato l`esecutore del delitto, non hai programmato né il luogo né il tempo. E, infine, il delitto effettivamente non l`hai compiuto. Hai solamente odiato. Eppure, hai ucciso: ucciso te prima dell`altro [che odiavi] . Amate dunque la giustizia e non nutrite odio se non contro i vizi. Quanto alle persone, amate tutti. Se vi comporterete cosí e praticherete questa giustizia, preferirete cioè che gli uomini, anche se viziosi, siano piuttosto risanati che non condannati, compirete opere buone nella vigna [del Signore]. Occorre però che a questo vi esercitiate, o miei fratelli.

Ecco, terminato il discorso si darà il congedo ai catecumeni e resteranno solo i fedeli. Si giungerà al momento della preghiera. Voi sapete dove si giungerà. Che diremo a Dio in antecedenza? “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori” (Mt 6,12). Fate presto a rimettere, fate presto! Dovrete infatti arrivare a queste parole della preghiera. Come farete a dirle? e come farete a non dirle? Alla fin delle fini la mia domanda è questa: Le direte o non le direte? Odii, e le dici? Mi replicherai: Allora non le dico. Preghi, e non le dici? Odii, e le dici? Preghi, e non le dici? Via, presto, rispondi! Ma se le dici, mentisci; se non le dici, resti senza meriti. Controllati, esaminati. Ecco, ora dovrai pronunziare la tua preghiera: perdona con tutto il cuore. Vorresti altercare con il tuo nemico; intenta prima la lite al tuo cuore. Ripeto: Alterca, alterca col tuo cuore! Di` al tuo cuore: Non odiare! Ma il tuo cuore, il tuo spirito, continua con l`odio. Di` alla tua anima: Non odiare! Come farò a pregare, come dirò: “Rimetti a noi i nostri debiti?” Questo veramente lo potrei dire, ma come potrò dire il seguito: “Come anche noi?” Cosa? “Come anche noi rimettiamo“. Dov`è il tuo cristianesimo? Fa` ciò che dici: “Come anche noi”.

Ma la tua anima non vuol perdonare, e si rattrista perché le dici di non portar odio. Rispondile: “Perché sei triste, anima mia, e perché mi turbi?” (Sal 41,6). “Perché mi turbi?“, o: “Perché sei triste?” Non odiare per non portarmi alla perdizione. “Perché mi turbi? Spera in Dio“. Sei nel languore, aneli, ti opprime l`infermità. Non sei in grado di liberarti dall`odio. Spera in Dio, che è medico. Egli per te fu sospeso a un patibolo e ancora non si vendica. Come vuoi tu vendicarti? Difatti in tanto odii in quanto ti vorresti vendicare. Guarda al tuo Signore pendente [dalla croce]; guardalo cosí sospeso e quasi in atto d`impartire ordini dall`alto di quel legno-tribunale. Guardalo mentre, sospeso, prepara a te malato la medicina ricavata dal suo sangue. Guardalo sospeso! Vuoi vendicarti? Lo vuoi davvero? Guarda a colui che pende [dalla croce] e ascolta ciò che dice: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34).

(Agostino, Sermo 49, 7-9)

 

 

 

In una sola volta la maldicenza colpisce tre persone: chi la fa, chi la subisce e chi l’ascolta.

Henry Becque