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AVVIATO IL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DEL CARDINALE CELSO COSTANTINI

CENNI BIOGRAFICI. CELSO COSTANTINI (1876-1958)  Dottore in filosofia e in teologia e incardinato nella Diocesi di Concordia (oggi Concordia-Pordenone), divenne presbitero nel 1899, economo spirituale della parrocchia di Roraigrande, poi resse quella di Concordia (1901-1915) e infine quella di Aquileia (1915-1917). In questo periodo fondò l’Unione Emigranti della Diocesi di Concordia nel 1907, attiva ancora oggi; emerse il suo talento artistico sia come scultore – ci lasciò oltre 50 opere – sia come scrittore d’arte sacra a servizio della liturgia (compose una trentina di volumi e circa 200 articoli scientifici). Promosse le scoperte archeologiche di Concordia e di Aquileia, siti romani e paleocristiani di primaria importanza.

Da Vicario generale della Diocesi di Concordia negli anni 1918-1919, egli divenne stratega della ricostruzione materiale, sociale e morale in Friuli dopo le distruzioni provocate dalla Prima Guerra Mondiale. Costituì, infatti, l’Opera di Soccorso per le Chiese devastate dalla guerra, mediante la quale circa 200 chiese furono ricostruite, 700 riparate e oltre 10.000 campane furono provvedute per i campanili che ne erano stati spogliati.

Fu inviato a  Fiume in Croazia dalla Santa Sede  per fondare la Diocesi, oggi chiamata Rijeka, dove egli scongiurò un bagno di sangue tra la popolazione civile . La sua brillante operazione impressionò il Papa che lo scelse per una missione molto difficile, quale primo Delegato Apostolico in Cina. Qui, nell’arco di undici anni, realizzò un’autentica rivoluzione: “decolonizzò” la religione cattolica sottraendola al dominio delle potenze coloniali 2 europee; “impiantò” la Chiesa cattolica con l’ordinazione dei primi Vescovi cinesi, con l’assegnazione di responsabilità al clero indigeno e ai fedeli laici e con la fondazione del primo istituto religioso maschile cinese: la Congregatio Discipulorum Domini (CDD); “inculturò” il messaggio del Vangelo nella civiltà dell’ex Celeste Impero, mediante una liturgia nella lingua dei Mandarini, un’arte sacra autoctona e la costituzione di università e scuole cattoliche di ogni ordine grado. Tornato in Italia, fu per 18 anni Segretario della S. Congregazione “de Propaganda Fide” ossia del dicastero che sovraintende alle comunità cattoliche in terra di missione, allora in Africa, Asia, Oceania e parte dell’Europa e dell’America, divenendo, secondo diversi storici, il principale ispiratore della politica missionaria di Papa Pio XII. In questo contesto, i suoi rapporti si estesero a livello intercontinentale e furono protesi a creare uno nuovo legame tra Oriente e Occidente. Durante la Seconda Guerra Mondiale svolse un ruolo importante a Roma nel favorire la caduta del regime fascista e nell’evitare una guerra civile. Salvò la vita dello statista Alcide De Gasperi, tenendolo nascosto presso la sua residenza, mentre la capitale italiana era occupata dai nazisti. Svolse un’azione umanitaria per quanti, ebrei compresi, erano caduti nella disgrazia e nella disperazione. Aiutò, con tutti i mezzi materiali di cui era a disposizione, quanti bussavano alla sua porta, bisognosi di alimenti e, qualche volta, pure di rifugio. Creato Cardinale nel 1953 e nominato Cancelliere di Santa Romana Chiesa nel 1954 (dopo che chiese al Pontefice di dispensarlo dalla Porpora negli anni precedenti) svolse un ruolo importante nella costruzione di una “casa comune europea” nel concerto della comunità delle nazioni. Fu il primo e unico alto prelato della curia romana a proporre, ancora nel 1939, un concilio ecumenico per la riforma della Chiesa. Convinse della bontà di tale progetto il futuro Papa S. Giovanni XXIII, suo grande amico, Oltre a questi aspetti, vanno rilevati i lati del suo carattere che favorirono grande stima, rispetto e ammirazione in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Egli morì poco prima dell’elezione di S. Giovanni XXIII il 17 ottobre 1958 in una clinica romana; venne poi tumulato nel cimitero di Castions di Zoppola (PN), suo paese natale, dove è sepolto nella cappella di famiglia.

 

NB: Il Vescovo Giuseppe Pellegrini invita ciascuno che l’avesse conosciuto, o che possedesse scritti o lettere o libri del Card. Costantini di presentarsi alla Cancelleria della Curia diocesana per deporre la propria testimonianza, o a favore o contro la sua fama di santità.