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24 settembre 2017
01/10/2017
30 settembre 2017

GRAZIE, CARISSIMI DI SANT’AGOSTINO

Dico “Grazie” a tutti voi di sant’Agostino, ma prima di tutto permettetemi di dire “grazie ” al Signore per avermi fatto incontrare con voi.

Sono entrato tra voi, nella vostra famiglia umana e cristiana in un momento particolare di sofferenza e dolore, mi sono messo accanto a voi non tanto per riempire un posto ma per compiere un ministero, servizio che il Vescovo Giuseppe mi aveva affidato e a più riprese lo ha rinnovato esprimendo la sua fiducia in me.

Ora sono giunto a una altra chiamata, un servizio uguale ma in un’altra famiglia, a me ancora sconosciuta. Vado trepidante ma fiducioso perché non vado a fare “le mie cose”, ma lavorare per il regno di Dio, nella sua vigna.

Ci sono tanti sentimenti dentro di me, e mi è difficile anche esprimerli, ma vorrei tentare di comunicare ciò che sento, non solo emotivamente ma anche alla luce dell’esperienza della fede. Dico “esperienza di fede”, sì, perché è questa che ci ha unito, ci ha fatti incontrare, gioire, lavorare, a volte con soddisfazione , altre volte con difficoltà. Ma alla fine chi ci ha guidati in questo cammino non è stata solo l’amicizia che è nata con molti di voi, e ne sono grato, ma specialmente l’amore per Gesù Cristo, per il suo vangelo, l’amore che dalla parte di Gesù è sempre autentico, vero e puro, poi quando lo esprimiamo noi allora diventa anche torbido, poco chiaro perché passa attraverso anche le nostre impazienze, il nostro nervosismo ecc.

Carissimi, di questa parte della mia fragilità, dei miei limiti vi voglio chiedere perdono. Credo nel vostro perdono e comprensione, ne ho bisogno. Vi posso dire che niente è nato da rabbia, o da cattiva intenzione, anche se a volte sono stato  un pò “ruvido”( mi è stato detto anche nel Consiglio pastorale, e vi ringrazio… c’è chi me lo ricordava con ritmo frequente… ma è difficile raddrizzare un ramo di quasi 65 anni. Sono cosciente che qualcuno ci è stato male per qualche mia parola o atteggiamento. Chiedo perdono).

Ho tanti bei ricordi, esperienze belle e semplici ma che rimangono nel cuore. Non le voglio elencare, le ha numerate il Signore. Tante relazioni, incontri che mi hanno fatto del bene, Quanto buon esempio ho ricevuto da molti di voi, quanta accoglienza e pazienza e di questo e altro vi ringrazio. Non posso dimenticare la gioia dei bambini, ( dicono che disturbano in chiesa, volesse il cielo di averne ancor di più), amo ricordare volentieri l’entusiasmo dei giovani anche se a volte instabili. Avrei desiderato fare di più per loro, ma vi dico e lo dico a loro ho sempre cercato di volere bene a ciascuno e auguro a loro e a ciascuno in particolare di seguire con coraggio la via che il Signore ha loro preparato. Giovani siate coraggiosi, non mezze misure, non ripiegatevi in voi stessi, amate le vostre famiglie e amate questa famiglia che è la parrocchia, non solo a momenti, ma lungo tutto l’arco dell’anno. Amate l’incontro con la comunità e il Signore nel giorno di domenica, voi e anche i vostri genitori.

Un saluto particolare agli anziani, a chi è malato, a chi è nel dolore. Vi affido al Signore. C’è una preghiera che ci aiuta a sentirci “uno” nel Signore, dovunque uno sia, ed è il ” Padre nostro”. Quando la pregherò nella messa ogni giorno vi ricorderò tutti.

Pregate anche voi per me, che il Signore mi dia un po di salute e un po di testa  e cuore per il suo regno. Grazie di tutto e il Signore e la Madonna vi benedica.

Ricordare le grazie ricevute

è un percorso che fa bene.

Se uno di noi sogna da solo, il sogno rimane solo un sogno.

Ma se in molti sogniamo  la stessa cosa, il sogno diventa realtà .

Grazie e buon cammino

P.Tarcisio