25 Novembre 2018
24 novembre 2018
MERCATINO DI NATALE
24 novembre 2018

GIORNATA DEL SEMINARIO

Volto giovane, cuore di discepolo

DON ROBERTO TONDATO, RETTORE DEL SEMINARIO

Il prolungarsi di un clima mite fino ad ottobre inoltrato ha permesso alla grande aiuola nel parco del Seminario di fare bella mostra di sé per tutto questo tempo e di regalarci la colorata foto di prima pagina.

Al di là dei fiori colpiscono i volti. È la comunità del Seminario Maggiore. Giovani che hanno sentito la chiamata da parte del Maestro a stare con lui e desiderano rispondervi.

Ognuno porta in dote le sue caratteristiche e il proprio temperamento, le sue convinzioni e uno stile proprio di affrontare la vita. E questa naturale varietà rende inevitabilmente vivace il clima all’interno, soprattutto nei momenti di confronto e di dialogo.

Per quanto dicendo Seminario ci venga in mente l’edificio o l’organigramma, fatto di educatori e professori, sono questi “volti giovani” l’essenza del Seminario: la loro esistenza dà senso alla presenza di tutti gli altri attorno a loro.

Dei 31 giovani che abitano all’interno della grande struttura 5 appartengono al Seminario Minore, 5 alla Comunità del Propedeutico, 21 alla Comunità di Teologia. Altri si affacciano, si avvicinano e si rendono presenti un pomeriggio la settimana al Minore (“giovedì insieme”). Qualcun altro trascorre delle giornate alla Comunità del Propedeutico.

Tutti accomunati dalla ricerca, dal desiderio di conoscere e di vedere.

C’è, poi, il popolo dello “Scrigno”. Ragazzi che negli incontri mensili, ripresi a ottobre, hanno riempito la chiesa del Seminario per ascoltare la meditazione di don Maurizio Girolami e sostare per un tempo prolungato in preghiera, proposta con forme, ritmi e melodie giovani.

Tutto questo movimento conferma quanto diceva San Paolo VI nella Evangelii nuntiandi: il mondo che sembra rifiutare Dio, paradossalmente lo cerca “e reclama evangeliz­zatori che gli parlino di un Dio, che essi conoscano e che sia a loro familiare, come se vedessero l’Invisibile” (EN 76).

La ricerca oggi, è vero, passa a volte attraverso l’accostamento dei segni straordinari, ma nondimeno è vissuta nel desiderio di incontrare persone autentiche, volti sereni, discepoli distaccati da sé stessi, capaci di vivere i sentimenti di Cristo, in una coscienza che non teme di restare trasparente. L’attenzione ai poveri, la libertà di andare incontro agli altri in nome e con il cuore di Cristo, lo spirito missionario hanno inizio e trovano la loro sorgente nello stare al cospetto di Dio, nella contemplazione del suo volto, nella comprensione via via sempre più profonda della sua Parola. Al principio c’è per tutti il lasciarsi lavorare dalla mano invisibile del Signore, che lascia visibile la sua impronta in colui che lo cerca con cuore sincero. In altre parole, abbiamo bisogno come discepoli di restare uomini che si “specchiano” in Dio per assumere su di noi i tratti di Colui che contempliamo. Ed è per questo che il Seminario a sua volta ha bisogno di conservare in sé la forma della comunità dei discepoli che si stringono attorno al Signore Gesù; di essere un luogo di vita comune e un “luogo di contemplazione”, dove poter ascoltare insieme il Maestro e – come i primi discepoli – discutere, confrontarsi, dialogare, ma poi lasciarci riappacificare da lui, imparando da lui, respirando la sua vita e maturando sul nostro volto i suoi tratti. Solo dopo si potrà veramente andare in suo nome.