Formazione clero, religiosi e laici
29 novembre 2017
03 Dicembre 2017
2 dicembre 2017

Giornata del Seminario

Presentazione di don ROBERTO TONDATO,

Rettore del Seminario

Domenica 26 novembre, giornata del Seminario, Lorenzo Agnolin sarà ordinato diacono nella sua parrocchia di origine, Bannia. Con i suoi 34 anni e l’esperienza lavorativa come insegnante prima di entrare in Seminario, Lorenzo ci ricorda che i cammini vocazionali sono i più diversi. I venti­nove studenti che compongono la comu­nità del Seminario rappresentato altret­tante storie che fanno dei seminaristi un gruppo quanto mai variegato per età, caratteri e cultura. C’è chi sta facendo l’esperienza del Seminario Minore e chi l’ha appena terminata; c’è chi ha deciso di entrare in Seminario subito dopo il diploma e chi ha lavorato per anni prima di intraprendere questa strada; c’è chi è cresciuto all’ombra del campanile e chi ha vissuto l’esperienza di una conversione; c’è chi viene da casa nostra e chi è arrivato da Paesi stranieri. L’opera educativa nei confronti di questi giovani, che desiderano rispondere “Eccomi, manda me!”, non può non tener presente i diversi punti di partenza, nella consapevolezza che questi giovani, e meno giovani, vanno comunque accompagnati con pazienza, offrendo loro espe­rienze mirate. Per costruire quale stile presbi­terale? L’ordinazione diaconale di Lorenzo ci permette di far memoria di quanto, ormai diversi anni fa, scriveva il Vescovo Tonino Bello: “Il Vangelo, per la Messa solenne celebrata da Gesù nella notte del Giovedì Santo non parla né di casule né di amitti, né di stole né di piviali, parla solo di questo panno rozzo che il maestro si cinse ai fianchi con un gesto squisitamente sacerdotale. La cosa più importante, comunque, non è introdurre il grembiule nell’armadio dei paramenti, ma comprendere che la stola e il grembiule sono quasi il diritto e il rovescio di un unico simbolo sa­cer­dotale”. A partire da queste espressioni il Vesco­vo di Molfetta arrivava a definire i tratti della “Chiesa del grembiule”, che non sembra essere poi diversa dalla “Chiesa in uscita”, che Papa Francesco ci invita a realizzare con le nostre scelte quotidiane. Questo vorrebbe essere anche il punto d’arrivo di quello che si cerca di fare in Seminario: aiutare i futuri presbiteri a dar forma al volto di discepolo del Signore. Un discepolo che può camminare spedito con un equipaggiamento leggero, perché nutre grande fiducia nella bontà di Dio. Un discepolo che sa sostare nello studio e nella contemplazione, ma che nello stesso tempo sa uscire incontro al mondo. Un discepolo che giorno per giorno matura la capacità di anteporre alle proprie esigenze le esigenze del Regno, con coraggio e generosità. Vanno in questa direzione alcune “scelte di uscita” che vivono i seminaristi. Oltre i servizi di gestione interna alcuni giovani della Comunità Propedeutica e della Comunità di Teologia si rendono disponibili per seguire la catechesi dei ragazzi della propria Parrocchia anche al di fuori del fine settimana, altri si impegnano in esperienze di servizio presso realtà come l’Arco­baleno, Casa Madonna Pellegrina, il Cro e altri ancora tra poco faranno esperienza nella pastorale carceraria. E’ bello vedere il movimento che si sviluppa nei loro confronti dalle Parrocchie, fatto magari dagli animatori che qualche sera rag­giun­gono i seminaristi in Seminario per pro­gram­mare insieme incontri e attività coi ragazzi. E’ evidente che sono solo piccoli passi, ma vogliono contribuire alla formazione del presbitero, con­for­mato a Cristo che si è fatto vicino alla nostra uma­nità e che Giovedì santo ha assunto su di sé il grem­biule per la lavanda dei piedi, senza più deporlo.