DOMENICA DI PREGHIERA E RIFLESSIONE SUL TRATTATO INTERNAZIONALE PER LA MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI

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3 luglio 2017
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3 luglio 2017

DOMENICA DI PREGHIERA E RIFLESSIONE SUL TRATTATO INTERNAZIONALE PER LA MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI

Perché un trattato?

Non esiste un computo ufficiale delle armi atomiche nel mondo, ma si stima  che siano almeno14.900: con l’esplosione di solo una piccola parte di queste armi, la vita potrebbe essere totalmente cancellata dalla nostra terra.

Ben prima della definizione di guerra moderna, le nazioni hanno cercato di porre un limite alle sempre più devastanti possibilità offerte dalla tecnologia: possiamo considerare la Convenzione dell’Aja (1907) come primo esempio di tentativo di (auto)regolamentazione della guerra, che ha fissato alcuni principi base (ad esempio, la distinzione tra militari e civili).

In merito alle armi atomiche, dopo la crisi dei missili di Cuba (1961/62) si arrivò a un Trattato di Non Proliferazione nucleare (TNP, 1968), che conteneva al suo interno (articolo VI) l’obbligo, mai intrapreso finora, di arrivare a un trattato di disarmo generale.

I successivi trattati (Intermediate Nuclear Forces, 1986 e i vari trattati START) sono stati poco più che atti tecnici bilaterali (USA-URSS) per la riduzione di alcune tipologie di armi.     L’attuale trattato in via di negoziazione, insomma, si inserisce in un contesto internazionale molto chiaro e preciso, e rappresenta una tappa di un percorso, basato sulla forza della legge, per l’elimi-nazione delle armi dal mondo, a iniziare dalle più pericolose.

Se infatti il trattato verrà approvato, le armi nucleari diventeranno a tutti gli effetti illegali, e questo, anche vedendo il percorso di analoghe iniziative su mine antiuomo e cluster bomb, è risultato un percorso molto efficace.    Cosa hanno fatto i nostri governanti finora? Il parlamento europeo, il 27 ottobre 2016, ha approvato una risoluzione a favore dell’avvio del negoziato per arrivare a questo trattato.

Nello stesso giorno il governo italiano (governo Renzi) votava nella prima commissione ONU (che è competente su disarmo e sicurezza internazionale) contro la risoluzione che chiedeva di avviare i negoziati nel 2017, voto confermato poi il 23 dicembre (governo Gentiloni). La risoluzione è comunque stata approvata.

Il governo italiano non ha partecipato alla prima sessione della conferenza.

Cosa ne pensa la Chiesa?

Sul tema delle armi nucleari il magistero della Chiesa si è espresso più volte, a partire dall’enciclica Pacem in Terris di Papa Giovanni XXIII (ricordiamo, scritta nel 1963, dopo la crisi di Cuba).

L’attuale posizione della Santa Sede in merito è nettamente a favore di un trattato per la messa al bando delle armi nucleari, in particolare per le seguenti considerazioni:

1. le armi nucleari sono un rischio inaccettabile per l’uomo e la Terra;

2. la teoria della deterrenza deve essere superata, perché si è dimostrata inefficace;

3. l’enorme dispendio di danaro necessario a mantenere l’arsenale nucleare potrebbe essere speso per rendere il modo più giusto e quindi più pacifico.