Storia del circolo ricreativo

Correva l’anno 1982 quando alcuni parrocchiani, in occasione della festa del patrono, Sant’Agostino, pensarono di allestire anche un “chiosco” costituito da una friggitrice per la patatine fritte. Quello fu l’inizio della “Sagra di Sant’Agostino”.

Già nell’anno successivo, in una struttura più grande realizzata artigianalmente con dei tubi “Innocenti”, fece la sua comparsa la prima griglia, realizzata da un parrocchiano. Negli anni che seguirono le griglie, sempre realizzate da un volenteroso parrocchiano, aumentarono via via di numero.

1991

1995

La sagra prese piede e, nei primi anni ’90, furono realizzati due box in lamiera, uno per il bar ed uno per la cucina. Quello per la cucina veniva montato e smontato, oltre che ampliato, ad ogni sagra mentre quello del bar è ancor oggi presente, situato dietro il box della pesca di beneficienza, ed è in uso degli scout.

Tutto era gestito dalla nostra comunità tanto che anche i primi 100 tavoli e sedie vennero realizzati da Antonio Barbisin, unitamente ad altri parrocchiani, impiegando legname da imballaggi e da recuperi.

Nel 1995 venne introdotta la “Lotteria di Sant’Agostino” i cui utili, fin dall’esordio, vengono interamente devoluti ad associazioni di Pordenone quali l’A.I.L.,  l’A.I.S.M. e similari.

1996 - 1997

Con la realizzazione delle opere parrocchiali, nel 2002 la cucina trovò la sua attuale collocazione definitiva.

Sulla piastra retrostante le opere fu allestito il primo capannone da 200 m2. La sagra continuava ad accrescere il suo successo arrivando oggi ad occupare ben 1.100 m2 di capannoni coperti, cui si aggiungono la zona della pesca di beneficienza e le casse, sempre tutto al coperto, nonché l’ampio parcheggio.

2002

La fedeltà alle sue peculiarità quali la qualità e quantità del cibo proposto unitamente ai prezzi contenuti, la celerità e l’organizzazione del servizio ai tavoli, il livello dei complessi musicali proposti nelle varie serate fanno di questa sagra un punto di riferimento nel panorama non solo della nostra città ma anche della nostra provincia.

Un grazie per tutto questo va ai due parrocchiani che più si impegnarono per dare il via a questo avvenimento: Domenico Rossetto ed Antonio Barbisin ed inoltre alle circa 100 persone, uomini e donne, giovani e non di questa comunità e non solo che, anche quest’anno, contribuiscono con il loro gratuito lavoro alla riuscita della manifestazione.